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Archivio per agosto, 2006

Dalla pubblicazione della Fraternità di Romena

Ho sentito dire che a New York

all’angolo della 26ma strada e di Broadway

nei mesi invernali ogni sera c’è un’uomo

e ai senza tetto che si radunano,

pregando i passanti, procura un giaciglio per la notte.

Con questo il mondo non cambia,

i rapporti fra gli uomini non migliorano,

l’epoca dello sfruttamnento non è per questo vicina alla fine.

Ma qualcuno non manca un giaciglio per la notte,

il vento viene tenuto lontano da loro per una notte,

e la neve destinata a loro cade sopra la strada.

Bertold Brecth

barbone

Mi sdò!!! la bistecca!!!!!

bisteccaallafiorentinaBistecca alla fiorentina

Ingredienti per 2/3 persone:

•  Bistecca (lombata di vitellone di circa 18 mesi, frollata almeno 15 giorni) alta circa 4 cm
•  Sale
•  Pepe nero in grani

Accendete il fuoco di carbonella (leccio o quercia) molto per tempo, in modo da avere una brace viva, ma senza fiamma.

Metteteci sopra una gratella in modo che resti a circa 10 centimetri dalle braci; quando sarà rovente appoggiateci sopra la bistecca, non lavata, a temperatura ambiente (non di frigo), presa con le mani.

Senza salarla, fatela cuocere dai 4/6 minuti (a seconda del gi gusti), quindi giratela con una paletta o con le mani, salatela e fatela cuocere per altri 4/6 minuti.

Giratela ancora e salate anche l’altra parte.

Mettetela su di un tagliere di legno o su un piatto caldo (evitate i vassoi di metallo freddi) e gustatela subito, ben calda, senza olio e senza limone.

Solo con del pepe appena macinato.

Nota di Alleluia:  io la salerei solo quando è tolta dal fuoco, e la terrei una diecina di minuti ritta sull’osso sopra la brace, e un fino d’olio ce lo metteri….. boh un se ne trova uno la lafaccia alla stessa maniera!!!!

Ah se ve la danno meno di 800 gr. è  un falso!!!!!!

link: http://www.ilcentauro.it/bistecca_alla_fiorentina.htm

Zuppa di porri

Ingredienti per 4 persone:Porri

  • 5 porri medi
  • formaggio groviera: gr. 70
  • Burro: gr 50
  • 2 cucchiai di farina
  • 1 litro e mezzo di brodo
  • Pane casalingo
  • Pepe nero in grani
  • parmigiano grattato

Fate inbiondire nel burro i porri puliti e tagliati a fettine molto sottili (solo la parte bianca); cospargeteli con la farina e quando questa comincerà a dorarsi, unite il brodo. Lasciate cuocere a fuoco moderato per circa mezzora. Nel frattempo tostate le fette di pane in forno; mettete due in ciascuna scodella e cospargetele di groviera grattugiato. Quando è pronta versateci sopra la zuppa, macinateci un po’ di pepe e coispargete di abbondantemnete di parmigiano grattugiato.

Questa ottima zuppa di porri può essere trasformata in una deliziosa minestra, se al posto del pane vengono aggiunti assieme al brodo 200 gr. di riso. Una vera ghiottoneria è poi l’aggiunta di polpa di pollo lesso tagliata a fiammifero: in questo caso non occorre nè riso ne pane.

Ognuno al suo posto

Quella ragazza mi ha detto:

"Vieni a casa mia, non c’è nessuno."

Sono andato a casa sua e non c’era nessuno.

M.Zucca

miseria e nobiltà

Non riesco a ragionare a categorie, e le qualità umane o i loro difetti mi sembra che debbano essere attribuite agli individui. La nobiltà o la miseria di una persona ha caratteristiche o proprietà specifiche dei contesti di vita che si trova a condurre. Nello specifico chi ha l’avventura di vivere come me l’essere prete cattolico ha un contesto tanto particolare che si trova a confrontarsi con tante tipologie di "preti" e di esempi "nobili" ed esempi "ignobili", che diventa difficile dire "il prete è" o "il prete dovrebbe".

I fatti riportati dalla cronaca, le storie di chi ha approfittato di persone fragili e deboli, per età o condizione mentale o psicologica, mi affliggono e mi fanno dolore, dolore innanzitutto per le vittime e poi anche per la vita di chi si fa violentatore e plagiatore. È triste e squallido, e per chi come me è impegnato nell’educazione la contraddizione del servizio che liberamente facciamo.

Poi ci sono gli esempi e i fatti che mi coinvolgono personalmente come quelli di tanti come me che nella loro umanità cercano di vivere con gioia, amore e rispetto  il proprio essere preti al servizio di Dio e del prossimo. Ieri sono stato a trovare a terapia intensiva il mio vecchio parroco, di quando ero cappellano, c’eravamo incontrati nel treno per Lourdes a luglio scorso. C’eravamo parlati a lungo con affetto e poi li a Lourdes s’era sentito male e poi ritornato a Firenze si era sottoposto ad un’operazioner che nel decorso post-operatorio ha avuto serie complicazioni. Era ieri steso sul quel letto, mi guardava con occhi velati, gli stessi occhi con cui mi aveva guardato la nonna prima di morire, l’ho accarezzato sulla testa ed accrezzato sulle guance, era come il mio nonno, ho sentito il bene che gli volevo, ho visto il bene che gli vuole la sua gente (di una parrocchia di cui è parroco dal 1962), un nonno burbero ma anche dolce.

L’ospedale e la malattia vengono dopo di un ministero lungo e di una vita da prete "normale", lui compagno di seminario di Don Milani e del Card. Piovanelli, dice che si può essere nella normalità "fedeli" anche se un po’ burberi e per carattere poco inclini a manifestare i propri sentimenti.

Boh non so volevo dire anche altro ma ora non è facile e poi ho scritto anche troppo e non so se quello che ho espresso è comprensile.

Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi

Alle 

si una ricetta … eh eh non posso sempre mangiare quando mi viene fame posso parlare di mangiare

ribollita

Ribollita

La celeberrima ribollita, emblema e vanto di molte trattorie fiorentine, non può essere considerata una ricetta a  sé stante. Nella sua versione originale, infatti, altro non è che una zuppa di magro avanzata e ribollita il giorno dopo.

Il venerdì nelle campagne, si preparava una zuppa con gli ingredienti più semplici: pane, patatate, cavolo nero, gfagioli, etc. (l’osso di prosciutto e il lardo erano quindi esclusi) e siccome se ne faceva molta, avanzava anche al sabato e spesso veniva usata come colazione!

A tale proposito, dice Renzo Cantagalli nella sua Guida ai detti toscani, che la vera ribollita era "una specie di anticaffellatte per gente che prende le cose di petto già di primo mattino, ora invece è divenuta una ricetta addomesticata, un piatto snob, da cena civil-rustica; non è più di magro, si fa con i fagioli in scatola e soprattutto non è ribollita".

Sono daccordo su tutto meno sulla perentoria affermazione che oggi si fa con i fagioli in scatola; questo proprio non voglio crederlo.

Comunque sia, è chiaro che la maggior parte delle ribollite che vengono servite nei ristoranti non sono tali. Sono solo delle ottime zuppe di verdura che rarramente vengono ribollite.

Se volete fare in casa la vera ribollita procedete così: mettete la zuppa avanzata in un tegame di coccio, cospargete la superficie  con fettine finbissime di cipolla, macinatevi un po di pepe nero e irroratela con dell’ottimo olio di oliva; infornate e lasciate cuocere fino a che la cipolla si sarà leggermente dorata. Servitela calda e senza formaggio.

DaIl libro della vera cucina fiorentina di Paolo Petroni 

L'amicizia

"Non possiamo dire in quale preciso momento nasca l’amicia.     

Come nel riempire una caraffa a goccia a goccia, c’è finalmente una stilla che la fa traboccare, così una sequela di atti gentili ce n’è infine uno che fa traboccare il cuore".

R Bradbury 

repost dal mio blog su msn

Brano dedicato a chi si fa delle domande, ma soprattutto cerca un punto da cui ripartire

 

Perché c’è la morte? Io non so perché c’è la morte. Perché c’è la sofferenza?

Vorremmo tutti che non ci fosse, ma non sappiamo perché c’è.

Se passassimo la vita a cercare le risposte a questi interrogativi, non vivremmo mai.

Però a quelli che vengono da noi dobbiamo essere capaci di dire che sappiamo qualcosa della vita.

C’è una cosa chiamata meraviglia, perché noi l’abbiamo provata.

E c’è una cosa chiamata follia meravigliosa, perché l’abbiamo vissuta.

E sappiamo che c’è una cosa chiamata amore perché abbiamo amato i nostri meravigliosi amanti.

E sappiamo che c’è una cosa chiamata estasi perché abbiamo conosciuto l’estasi.

E sappiamo anche che c’è una cosa chiamata rapimento. Oh, piacevole questa parola, «rapimento»!

Cercare il rapimento!

Rifiutiamoci di morire fino a quando non avremo imparato che cos’è e questo stesso desiderio sarà per noi la migliore scuola…meravigliosa scuola.

Perché sia così, bisogna che fare molte scelte ma su tutte anzitutto «scegliere se stessi».

Sceglierci ed avere il coraggio di abbracciarci dicendo: «Sai, va bene così! Sei tutto ciò che ho!».

Quando ci si riconcilia con le nostre debolezze, ce l’abbiamo fatta! Non sono enormi, sono soltanto una piccola parte di noi.

Meraviglioso…

Noi siamo un miracolo.

la madre

"é in momenti come questi che mi pento di non aver dato ascolto a quel che mia madre mi diceva sempre."

"Che cosa diceva?"

"E che ne so? Non ascoltavo."

Bresson K.

citazione

Nel cuore di ogni grande rivolgimento vivono legioni di uomini miti, e per essi è imprescrutabile la via della salvezza.

 
(Questa storia – A.Baricco)

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