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Archivio per settembre, 2006

il cielo grande su di noi

stavo ritornando da aver celebrato la messa dalle suore, che mi son messo a pensare al mio piccolo paese alle sue strade, che son sempre quelle, e alzando lo sguardo ho visto un tramonto grande il cielo grande su di noi…

lo dedico a me e a tutti quelli che prendono il bello dal plccolo e dal grande

alle

28092006240

un salmo bello tradotto in modo particolare

Dal Salmo 8

 

Signore ho letto nella Bibbia

che hai creato il cielo e la terra.

A guardarli, mi sento un bambino

che prende  ancora la tetta

quando già comincia a parlare:

e tutto gli fa meraviglia

e fa sempre a stessa domanda.

 

Vedo il cielo, la luna, le stelle,

e mi è chiaro che Tu, con le dita,

le hai formate così lucide e belle.

Ma se passa un uomo e lo guardo

io domando: Cos’è questa figura?

Perché gli dai tanto pensiero

E lo curi con tanta premura?

 

Tu lo hai fatto poco meno di un dio,

gli hai dato la stima e la gloria,

lo hai eletto  vicerè del creato

e governa ogni Tua creatura:

la mucca, l’agnello, il leopardo,

l’allodola e lo sparviero;

persino i pesci che nuotan nel mare

seguendo ognuno il proprio sentiero

 

Signore, sei Tu il nostro padrone. In tutta la terra, si dice il Tuo nome con grande meraviglia.


Da "La nuova Bibbia Salani"

raccontata per intero da Silvia Giacomoni

armonia poetica a quattro mani

pubblicata su manuale di mari:
 titolo: Voci di Mare

http://manualedimari.splinder.com/post/9305312/Voci+di+mare



Un grazie a Laura per aver permsesso di mettere insieme le ispirazioni che sul tema del mare avevamo avuto facendone una poesia sola

Alle


Oceano

Pensando ad post del blog di una mia amica ( lepoesie.splinder.com/post/9271141/On+the+beach ) e alla foto correlata:

"un oceano li per te
un’onda dietro l’altra
ma che ti parla americano
e dice cose tra il si e il no
dice quello che conta di noi
non è mai andato via
e quello che è andato
non conta più"

alle

Vorrei

Vorrei poter dire
del cuore la ragione

Vorrei poter vedere
d’ogni cosa l’essenza

Vorrei poter sentire
di ogni parola l’eco

Vorrei poter scorrere
tra le dita il filo di seta della vita

Vorrei poter bere
in ugual misura pianto e riso

Vorrei far volare leggeri i desideri
vederli bruciare il alto: stelle cadenti
 
Vorrei …

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9.11 – lettera di Gino Strada alla figlia

Dopo aver letto un post di un blog amico si è sviluopoata una chiacchierata con l’autrice che mi ha fatto riscoprire questa lettera che aveveo letto tempo fa , mi pare una prospettiva umana a tante parole su terrorismo guerra etc…

"

Cara Cecilia,
spero tu riesca a leggere questa mail. Oggi torno a casa, o almeno mi metto in viaggio.
Mi sembra di essere via da un tempo lunghissimo, ho bisogno di casa.
È stato un periodo difficile, passato tra stanchezza, rabbia, paura e soprattutto tristezza.
La guerra rende tristi. I morti che non abbiamo potuto vedere, e quelli che abbiamo visto morire nei nostri ospedali. E i feriti… quante vite segnate, molte per sempre.
Ci sarà chi ricorderà questi mesi per aver perso un occhio, o una mano, o entrambe, e chi non ricorderà niente per quella maledetta scheggia che gli ha toccato il cervello, e chi ricorderà tutto, ogni volta che si troverà ad arrancare su una carrozzina.
Molte famiglie sono in lutto, molte stanno ancora soffrendo e molte sono in rovina, più povere di prima e con una bocca in più da sfamare. Più numerosi di prima sono gli orfani e le vedove.
Ho visto le vittime. Vere, reali, ho ancora negli occhi le loro facce di esseri umani sofferenti. Non credere una parola quando diranno che hanno "sconfitto il terrorismo". Sono bugie, enormi bugie che difenderanno con i denti per coprire i propri crimini e i propri interessi. Ma i morti e i feriti sono li, se ne trovano i resti e la memoria, se si ha il coraggio di farlo. Abbiamo curato più di duemiladuecento persone, in questi mesi: l’ottantasette per cento erano civili.
Anche questa volta hanno assassinato migliaia di civili innocenti, hanno fatto la stessa cosa dei terroristi che dicevano di voler punire.
Non credere una parola, ogni volta che cercheranno di spiegare come sarà bella la guerra futura, tecnologica, selettiva, "umanitaria".
Sarà solo un altro carico di morte e di miserie umane.
Venendo qui abbiamo fatto il nostro dovere, ed è stato utile.
In questi mesi, all’interno della guerra abbiamo lavorato molto, rattoppando ferite. E abbiamo capito che non possiamo tacere di fronte ai crimini, anche quando compiuti in nome della "civiltà".
Non ho visto giustizia, in questi mesi, né pietà, non ho visto ragione né umanità. Forse anche per questo ho bisogno di casa.
Sarò sempre contro la guerra, perché non sarei capace di vivere pensando a te in mezzo all’orrore.


Ti voglio bene, a presto. Un bacio, Gino"

C'è qualcosa di più alto

".. e c’è qualcosa di più alto che vincere o perdere, di vivere e morire, cioè donarsi?"

Luigi Verdi

Ho avuto in questi giorni un’agitazione interiore di cui non capivo l’origine o meglio di cui non capivo il senso. Si ero cosciente dell’essere di fronte per tanti vicende alla malattia e alla morte di persone che che conosco e anchi di chi non conosco direttamente … il mio coraggio o la mia mancanza di coraggio, il mio avvicinarmi e il mio fuggire.
La fretta e l’arte del rimando … ma vi era e vi è un motivo più profondo, stavo diventando muto e sordo o meglio avrei preferito non sentire non parlare non vedere … per non cadere nelle frasi fatte: "siamo tutti d passaggio…" …"ha finito di patire…" o meglio per non cadfesre nel dolore: lo so che di fronte alla dolore e alla morte non si può scappare,  ma almeno a dosi meno massicce.
Il funerale di Patrizia 42 anni è mi ha fatto esplodere tanta agitazione, ma anche le parole di chi colpito da unamalattia  mi ha detto la stessa frase che mi disse Chiara (un giorno forse parlerò di lei) : "non so se ce  la faccio"….
L’agitazione ha un nome mancanza di fiducia  o almeno poca fede in Dio, soprattutto nelle strade che fa percorrere… ma poi la questione non è lui sono io perchè faccio tanta fatica a donarmi?

Alle

Brodo del parto (dedicato a tutte le puerpere)

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 bistecca di vitello chianino di circa un kg
  • 1/2 cipolla media
  • un gambo di sedano
  • una carota
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 1 noce di burro
  • 1/2 bicchiere di chianti rosso stravecchio
  • sale

Mettete in una pentola di coccio il burro e la cipolla tagliata a fili sottilissimi e quando questa comincia a imbiondire unite la bistecca tagliata a pezzi e il suo osso. Fate insaporire la carne a fuoco vivo rimestando il tutto finchè la carne non ha preso colore. A questo punto aggiungete gli odori, un litro d’acqua fredda e il sale, poi fate cuocere lentissimamente per circa tre ore in modo che il liquido sia ridotto a non più di quattro piccole tazze da brodo. Toglete la carne  e filtrate il brodo, poi versateci anche un bianco d’uovo per chiarificarlo; infine servitelo ben caldoin una tazza con uno schizzo di chianti stravecchio.

È un brodo eccezionale (in tutti i sensi, anche il costo) una specie di di "cordiale" che veniva usato per tirar su le puerpere. Vi consiglio comunque di provare (anche se non avete partorito) questo meraviglioso consummè. Due consigli: non sostituite la bistecca con altra carne (magari con il lesso) e usate solo Chianti rosso-mattone, vecchio di 10 anni.

da "Il libro della vera cucina fiorentina" di Paolo Petroni

benvenuto

Ogni bimbo che nasce, dice al mondo che Dio non è stanco degli uomini"

Tagore

Benvenuto a Giovanni , figlio dei miei amici Grazia e Fabrizio

alle

tra le tante cattive una buona notizia

Il sacerdote di cui parlavo in miseria e nobiltà sta un po’ meglio…

sono contento per lui!!!

alle

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