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Archivio per ottobre, 2006

Crostini di fegatini

Ingredienti per 6 persone:crostini

  • 2 fruste da crostini
  • 4 fegatini di pollo
  • burro: gr. 50
  • 1/2 cipolla piccola
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 4 filetti di acciuga
  • brodo
  • sale e pepe

Mettete a soffriggere la cipolla con il burro e quando comincia a prendere colore, unite i fegatini puliti e tagliati grossolanamente. Dopo circa mezz’ora tagliate finemente con una coltella i fegatini, quindi unite i capperi e i filetti d’acciuga, anch’essi tritati. Salate, pepate e fate cuocere ancora aggiungendo un po’ di brodo se necessario. L’impasto dovrà risultare piuttosto liquido. Nel frattempo, tagliate le fruste in diagonale alte 6/7 mm, tostatele leggermente in forno e tuffate velocemente nel brodo caldo. Aiutandovi con un cucchiaio versate su ognuna di esse la salsa di fegatini.

Il più tipico fra gli antipasti toscani e fiorentini. Si trova su tutte le tavole, in casa e nei ristoranti.  Il piatto ha molte varianti. Si possono aggiungere dei sottaceti, o altri odori, tipo carota o sedano, o infine del pomodoro. Una variante abbastanza diffusa è preparata con fegatini e milza. La ricetta è la stessa con l’aggiunta di ca. 150 gr. di milza di vitello e, a volte, di un bicchierino di vino bianco o Marsala secco.

Quasi Felice

 Quasi felice …
 
cammino lungo le strade  
a volte guardando in alto
a volte per terra
sereno dei giorni
 
abbaiano i cani
da dietro il cortile
il sole che gioca tra le foglie
sentieri di polvere sotto i miei piedi
 
dico amico a chi mi risponde
a chi ride ancora dei suoi guai
a chi non mi ha pesato sulla bilancia
e ha preso di me la leggerezza
 
dico grazie a nonna che mi ha aspettato
dico grazie a nonna che ho nella mente
dico grazie e una lacrima scende
una stretta al cuore
 
quasi felice d’aver amato e d’essere amato …
quasi…

Io che non ti ho avuto mai (Mystica)

Io che non ti ho avuto mai

se non nei desideri

d’infinite bellezze

d’impossibili domande

io che di te non so niente

se non quei momenti

d’indicibili parole

e squarci di cielo

io che sto andando passo  passo

per  non restare qui

sospiro l’anima rapita da un bacio

dalla tua bocca

 

 

Felice

Dalla pubblicazione della Fratenità di Romena:

Felice colui che

alla fine della vita

può guardare

davanti a sè

senza tremare

e dietro a sè

senza avere voglia

di fuggire.

Raoul Follelrau

PCDV0069

che dell'amore non si butta niente

Cardiologia

(di Francesco de Gregori)

Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere
A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato
L’amore ha sempre fame, non l’avevi notato
E dice sempre con disinvoltura
Senza paura dice: “mai”, senza paura mai.

Che si veste di bianco per scandalizzare
E compra rose a dozzine
E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene
Che si gioca per vincere e chi vince è perduto
Con una chiave ed un numero in mano
Tutta la notte aspettare un saluto
E a pensare: “ti amo”

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente

ascolta che ti riascolta un testo che sollecita oltre le prime apparenze e tocca corde strane! Un grazie a chi l’aveva come sfondo audio del suo blog e che me l’ha fatta ascoltare!

Alle

Sexus Bloggorum

Di per se il sesso dei blog è maschile. Ma vari Blogger stanno nutrendo seri dubbi su tale apodittica asserzione. Innanzitutto i blogger sono ovviamente dei vari generi in cui oggi si determina la sessulità. Proprio questa variegata determinazione ha fatto sorgere dubbi sul blog in sé: la moderna scienza psicologica infatti determina non tanto dal vocabolario, dall’aspetto grammaticale, morfologico o epistemologico la natura di un ente virtuale ma dal suo interagire con i soggetti che ad esso afferiscono. Tali comportamenti infatti hanno un loro oggettivarsi in modalità tali per cui siamo spinti a ritenere che esistano tanti generi di blog quanti sono i generi di blogger che ad essi afferiscono. Non trattasi ovviamnete di corrospondenze univoche, ma altresi di corrispondenze biunivoche, in cui a blogger maschi possono afferire blogge femmili (tale potrebbe essere il lemma del plurale femminile; per il singolare blogga); e per blogger femminili blog maschili; per la determinazione di blogger gay si potrebbe dare la presenza di Bloggy ( al singolare Bloy). Comunque possa procedere tale nuova scienza, dagli sviluppi sconcertanti e per alcuni versi foriera di inusuali determinazioni e combinazioni, non possiamo non accennare a delle epimanifestazioni di tali fenomeni. Infatti dalle ipotesi sperimentali di una chiara luminare del settore, con studi condotti dall’america al nostro vecchio continente, isole comprese, appare chiaro che alcuni blog abbiano le loro cose, un ciclo che, in conbinazione di alcune date, danno fenomeni di perdite di connessione e sfasamenti al template con dolori annessi. Tali blogge sono poi di carattere romantico e preferiscono lunghi post preliminari, e non sopportano abbreviazioni tipo smn per sveltire il loro accesso e la la loro fruizione. Insomma siamo ancora agli inizi di tale campo scientifico e tanti debbono essere ancora i contrubiti da accertare. Chiunque sia in grado di contribuire a tale progresso dello scibile umano si faccia avanti!!!

Con deferente spirito anaccademico

Alle 

Castagnaccio

Ingredienti per 6 persone:castagnaccio[1]

  • Farina dolce di castagne: gr. 400
  • Zibibbo o uvetta: gr 50
  • Pinoli sgusciati: gr 50
  • Noci sgusciate: gr 50
  • Ramerino
  • 2 cucchiai di zucchero
  • Sale
  • Olio d’oliva
  1. Setacciate la farina di castagne e ponetela in una zuppiera molto capace, aggiungete zucchero e un pizzico di sale, poi versate circa mezzo litrto di acqua fredda e girate bene in modo da ottenere una pastella abbastanza liquida e senza grumi.
  2. Aggiungete due cucchiaiate d’olio e l’uvetta precedentemente ammollata; amalgamate ancora e versate l’impasto in una teglia (tipica è quella rettangolare) unta d’olio e di dimensioni tali che il castagnaccio risulti alto circa un dito.
  3. Cospargete la superficie con i pinoli, le noci spezzate e qualche foglia di ramerino; prima di metterlo in forno già caldo (200°) "arabescatelo" con un sottile filo d’olio (2 cucchiai circa).
  4. Per la cottura occorreranno circa 30 minuti: comunque il castagnaccio è pronto quando la superficie sarà bella abbronzata, croccante e screpolata.

Questa ritengo sia la migliore ricetta di castagnaccio fra le numerose varianti che ho avuto modo di trovare; di esse comunque, ne ricorderò alcune. Esclusione del ramerino (sembra che nella vera, antica ricetta, non vi figurasse); aggiunta di scorza di arancia; esclusione delle noci. Alcuni inoltre, suggeriscono di fare il castagnaccio alto tre dita … in questo modo sarà più "caretteristico" ma ritengo sia senz’altro meno buono. Il castagnaccio, nonostante da diversi secoli faccia parte dei dolci dela nostra città, non è di origine fiorentina. Infatti secondo quanto si legge nel "Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia ed altri luoghi", di Ortensio Lando (Venetia, 1553), l’origine del castagnaccio è lucchese e il suo inventore pare sia stato un tale "Pilade da Lucca", che fu "il primoche facesse castagnazzi e di questo ne riportò loda". In alcune zone della campagna fiorentina, il castagnaccio viene chiamato anche "Ghirighio".

Da Il Libro della vera Cucina Fiorentina, di Paolo petroni ed. Il Centauro.

Si vedono già le castagne a giro e nell’aria freddolino si sente, viva le castagne!! evviva l’autunno!!

Alle

Dove volano gli angeli

Là dove volano

gli angeli

Là  si dice

di come potrebbe

essere bello

il mondo

a noi 

dal cuore solcato

e sanguinante

da addii ed assenze

da giorni a basse

freguenze

da distratti sentire

da parole non dette

… là dove volano gli angeli

storie di ordinaria sfortuna

il mio pc è vecchio, e arranca sbuffa si pianta e fa cose strane … fin qui tutto nella norma, in fondo sei anni per un pc è come 100 per un essere umano, preso però dallo sconforto per le miserande condizioni del pc ho deciso di comperarne uno nuovo, presi i contatti con la mia ditta di fiducia ho due afferte di asemblatioa buon prezzo la seconda mi alletta visto che volevo iun pc che mi durasse altri 6 anni.

L’offerta era per un md 3500 (scheda madre), 2 giga di ram e 250 giga di hard disk, circa due settimane fa arrava a casa con il nuovo pc fiammante e lo mondta e si rimettono tutte le connessioni e driver a nel bel mezzo di una istallazione si pianta, e da li comincia a piantarsi oggni due per tre. Il tencico dopo due ore di tentativi getta la spugna prende il pc nuovo e lo porta via e mi lascia con il vecchio sventrato e senza hard disk.

Passa una settimana in cui io vado avanti con un vecchio portatile, faticaccio e sudure.. ih ih

ieri viene il tecnico con il pc praticamente con tutto cambiato, monta le varie cose e zazaza!!!! si ripainta senza capire il perchè ..

Morale è tornato via con il pc nuovo ..gli ho chiesto per pietà di rimontarmi il vecchio, che è rientrato in servizio…

Morale 2: (ihih) chi lascia la vecchia via per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova!

Alle 

 

 

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