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Grazie Don Cuba

 FIRENZE, E’ MORTO ‘DON CUBA’, LO SCALATORE DI DIO

03/12/2006

Don Danilo Cubattoli è morto ieri sera nella sua abitazione a Firenze all’età di 84 anni. Era per tutti ‘don Cuba’, ma per la sua grande passione per la bicicletta fu soprannominato anche ‘lo scalatore di Dio’.

Era nato tra gli olivi e le vigne del Chianti fiorentino, a San Donato in Poggio, in provincia di Firenze, il 24 settembre nel 1922. Ebbe come compagni di seminario don Lorenzo Milani e don Renzo Rossi e maturò la vocazione col cardinale Elia Dalla Costa. Fu ordinato sacerdote nel 1938, nel duomo di Firenze e, come ha spesso ha ripetuto, scelse di farsi prete "per quelli che il prete non lo vogliono".

La vita in tonaca l’ha trascorsa sempre dalla parte degli ultimi: per anni è stato il cappellano del carcere di Sollicciano dove è anche diventato amico e confidente di Pietro Pacciani, il contadino di Mercatale Val di Pesa accusato di essere il ‘mostro di Firenze’ e, insieme a Ghita Vogel e a Fioretta Mazzei, alla fine degli Anni Quaranta, ha fondato l’Opera di San Procolo per giovani che avevano problemi con la giustizia e che provenivano da famiglie umili o disadattate.

Di Pacciani, che accudiva insieme a suor Elisabetta dell’ordine delle ‘vincenziane’, ha sempre sostenuto l’innocenza. Dopo la sua morte, nel 1998, don Cuba si rammaricò che "Pietro fosse rimasto solo, abbandonato da tutti". "Era anche lui un povero figlio di Dio, tra i figli di Dio nessuno è un mostro", commentò con una certa amarezza.

Ma don Cuba è stato anche un appassionato di cinema di cui ha cominciato ad occuparsi mentre assisteva i detenuti e per 30 anni, all’interno dell’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema) è stato amico di Pasolini, Fellini, Zeffirelli, Bellocchio, Guerra, Olmi, Benigni. Ciclista provetto, amico di Gino Bartali
e di Fiorenzo Magni, negli anni ’50 con la maglia del campione girò tutta la Spagna e le sue gare con gli amici del quartiere di San Frediano, a Firenze dove ha sempre vissuto, gli valsero anche una copertina della Domenica del Corriere. Nel 1954 salì fino sul Kilimangiaro perché voleva celebrare una delle messe più alte del mondo. Doveva rimanere in Africa 15 giorni, ci stette sei mesi e incontrò il Negus donandogli un messaggio di pace dell’allora sindaco di Firenze Giorgio La Pira. In gioventù era stato anche pugile e meccanico. Infatti al carcere di Sollicciano arrivava in motocicletta, che riparava personalmente. Rimarrà nel cuore di tutti per la sua grande bontà, per la sua incrollabile fiducia nell’uomo e per la straordinaria carica umana con cui accompagnava il suo ministero sacerdotale.(ANSA).

Beh Don Cuba, grazie per l’affetto e la simpatia che hai avuto verso di me e dell’aiuto in momento difficile per la vita della mia parrocchia!!!

Commenti su: "Grazie Don Cuba" (6)

  1. Non lo conoscevo, mi dispiace. Quando se ne va qualcuno, fa sempre male, anche davanti a qualcuno che non conosciamo la cosa non ci lascia indifferenti, immagino e caisco ora.

    La ringrazio per essere passato da me, è il benvenuto. Nella realtà, credo di avere pi amici sacerdoti che amici comuni!!! ahah, tra la musica e gli scout, ne conosco davvero tanti. Da poco, due cari amici li hanno trasferiti in una parrocchia in alt’Italia e così ci si sente per telefono ogni tanto, giusto per dire, che ci teniamo ad esserci.
    Comunque, quello che ho dentro più di tutti è uno, forse perchè è con lui che tutto è cominciato, nel 94, quando mio padre mi ha presa per mano e accompagnata agli scout. Lui era li ad accogliermi. Un anno e poi è stato trasferito in continente. L’ho ritrovato da poco e non credo lo perderò più perchè ho capito che nel frattempo inconsciamente, diventava il mio punto di riferimento. Ho sofferto parecchio quando “ce l’hanno portato via”. Siamo uomini, ed ero tanto affezionata a lui. Averlo ritrovato, è come una spinta in più per camminare insieme. A volte però dirsi tutto in faccia, (per quanto riguarda la confessione), subito, è dura, e questo strano strumento che è internet, per quanto a volte freddo e nemico possa essere, sa anche aiutare.
    Il mio primo anno di università, soprattutto la notte capitava che stessi male. Quando mi collegavo in chat, trovavo un amico sacerdote missionario in Cile che si fermava a parlare finchè non riuscivo a dormire. Stava in una scuola, un posto in cui ha dato tanto. Comunque questo non importa. Lo trovavo semplicemente grazie al fuso orario. Quando da noi era tarda notte li era giorno e, diciamo che pur non sapendolo mi ha aiutata parecchio. Ora la pianto altrimenti la annoio anche.
    Saluti e buon inizio di settimana
    Marcella

  2. sai fulvio.. lo sai che io dai 4 ai 16 anni andavo al mare a vada e lì don cuba aveva un casa vacanze per i figli dei carcerati.
    le mie prime messe sono legate al ricordo di lui che entrava in chiesa seguito dal suo cane che si piazzava al latoi dell’áltare e seguiva la messa

  3. Ciao,…
    . . . non conoscevo questo sacerdote, ma leggere la sua breve biografia ed il suo ricordo, mi ha fatto venire il rammarico di non averlo incontrato e di non averne conosciuti poi tanti di preti così.

    E nel contempo di averne invece conosciuti alcuni molto ma molto diversi….

    ciao e grazie

    filemazio

  4. Melkor78 ha detto:

    Di solito non commento che su un blog, ma don cuba merita alla grande di essere l’eccezione. L’ho conosciuto bene, avendo avuto la fortuna di passarci l’estate più di una volta insieme ai ragazzi dell’opera “la pira”, e proprio poche sere fa parlavo di lui con mio fratello. “Prete per chi il prete non lo vuole”, mai definizione fu più giusta e grande appassionato di cinema, è vero, mi ha fatto conoscere uno dei miei film preferiti: elephant man, di cui aveva la pellicola originale. Di lui mi rimangono impressi la schiettezza, i modi rozzi ma efficaci, quella capacità innata di saperci fare con i giovani e in questa sera in cui mi stavo lamentando di non avere niente da scrivere, ecco che mi tocca scrivere per questa morte di cui non avevo idea, per dire: “addio don cuba, sei un mito, bastava vederti una volta per non scordarti più. Su in cielo vai a tirare un pizzicotto a pino che gli tirava sempre a noi, solo tu puoi permettertelo ;-)”

  5. Ciao, sono qui con le lacrime agli occhi xè non sapevo che fosse morte. Sai quando pensi a una persona vitale e positiva e nella tua mente rimane sempre così?Adesso realizzare questa notizia mi addolora. Ti spiego un po’: sono una ragazza che per 20 anni è andata al mare vicino vada e ha conosciuto e aiutato Don Cuba che portava lì i ragazzi della casa famiglia per le vacanze estive. Tutti i miei ricordi sono legati a lui, a quei ragazzi con cui ho avevo stretto una bella amicizia e con alcuni ancora resiste. Don Cuba e La Ghita MI HANNO MOLTO INFLUENZATO POSITIVAMENTE, tanto che adesso sto studiando come educatrice e stavo cercando su Internet la sua casa famiglia per poter andare a prestare lì il mio servizio. Addolorata scopro che lui non c’è più, ma ancora più motivata, vorrei collaborare in questo ambito. Nei miei ricordi lo vedrò sempre col sorriso sulla barca dove insieme ai ragazzi si allontana nel sole.Ciao Cuba.

  6. anonimo ha detto:

    il cuba è stato un santo vivente che viveva veramente al servizio degli ultimi anche se cio non era in linea con i costumi del mondo, cuba stacci vicino ancora

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