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Archivio per gennaio, 2007

un caffè pieno di affetto

31012007071

Firenze: Clochard Trovato Morto Sotto Ponte Torrente Mugnone

barbone

 

http://it.news.yahoo.com/28012007/201/firenze-clochard-trovato-morto-ponte-torrente-mugnone.html

27 gennaio giornata della Memoria

Se questo è un uomo

 “Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

 

  Considerate se questo è un uomo

   Che lavora nel fango

   Che non conosce pace

   Che lotta per mezzo pane

   Che muore per un sì o per un no.

   Considerate se questa è una donna,

   Senza capelli e senza nome

   Senza più forza di ricordare

   Vuoti gli occhi e freddo il grembo

   Come una rana d’inverno.

 

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

  

   O vi si sfaccia la casa,

   La malattia vi impedisca,

   I vostri nati torcano il viso da voi.”

 

 

(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1976, p.1)

Che mondo meraviglioso

CHE MONDO MERAVIGLIOSO

Vedo alberi verdi, anche rose rosse
Le vedo sbocciare per me e per te
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso

Vedo cieli blu e nuvole bianche
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso

I colori dell’arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche nelle facce della gente che passa
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo "come va?"
Ma in realtà vogliono dire "Ti amo"

Sento bambini che piangono, li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto io saprò mai
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso
Sì, fra me e me penso, che mondo meraviglioso

Rito propiziatorio…(eh eh)

NEVEFEBBRAIO20059

Dedicato ad una professoressa avvilita

 (da Lettera ad una professoressa)

Dopo l’istituzione della scuola media a Vicchio arrivarono a Barbiana anche i ragazzi di paese. Tutti bocciati naturalmente. 
Apparentemente il problema della timidezza per loro non esisteva. Ma erano contorti in altre cose. 
Per esempio consideravano il gioco e le vacanze un diritto, la scuola un sacrificio. Non avevano mai sentito dire che a scuola si va per imparare e che andarci è un privilegio. 

Il maestro per loro era dall’altra parte della barricata e conveniva ingannarlo. 
Cercavano perfino di copiare. Gli ci volle del tempo per capire che non c’era registro. 
Anche sul sesso gli stessi sotterfugi. Credevano che bisognasse parlarne di nascosto. Se vedevano un galletto su una gallina si davano le gomitate come se avessero visto un adulterio. 

Comunque sul principio era l’unica materia scolastica che li svegliasse. 
Avevamo un libro di anatomia. Si chiudevano a guardarlo in un cantuccio. 
Due pagine erano tutte consumate. 

Più tardi scoprirono che son belline anche le altre. Poi si accorsero che è bella anche la storia. 
Qualcuno non s’è più fermato. Ora gli interessa tutto. Fa scuola ai più piccini, è diventato come noi. 
Qualcuno invece siete riusciti a ghiacciarlo un’altra volta. 

Delle bambine di paese non ne venne neanche una. Forse era la difficoltà della strada. Forse la mentalità dei genitori. 

Credono che una donna possa vivere anche con un cervello di gallina. I maschi non le chiedono di essere intelligente. 
E’ razzismo anche questo. Ma su questo punto non abbiamo nulla da rimproverarvi. Le bambine le stimate più voi che i loro genitori. 

Sandro aveva 15 anni. Alto un metro e settanta, umiliato, adulto. I professori l’avevano giudicato un cretino.

Volevano che ripetesse la prima per la terza volta. 

Gianni aveva 14 anni. Svagato, allergico di natura. I professori l’avevano sentenziato un delinquente. E non avevano tutti i torti, ma non è un motivo per levarselo di torno. 

Né l’uno né l’altro avevano intenzione di ripetere. Erano ridotti a desiderare l’officina. Sono venuti da noi solo perché noi ignoriamo le vostre bocciature e mettiamo ogni ragazzo nella classe giusta per la sua età. 

Si mise Sandro in terza e Gianni in seconda. E’ stata la prima soddisfazione scolastica della loro povera vita. 

Sandro se ne ricorderà per sempre. 

Gianni se ne ricorda un giorno sì e uno no. 

La seconda soddisfazione fu di cambiare finalmente programma. 

Voi li volevate tenere fermi alla ricerca della perfezione. Una perfezione che è assurda perchè il ragazzo sente le stesse cose fino alla noia e intanto cresce. Le cose estano le stesse, ma cambia lui. Gli diventano puerili tra le mani. 

Per esempio in prima gli avreste detto riletto per la seconda o terza volta la Piccola Fiammiferaia e la neve che fiocca fiocca fiocca. Invece in seconda ed in terza leggete roba scriba per adulti. 
Gianni non sapeva mettere l’acca al verbo avere. M adel mondo dei grandi sapeva tante cose. Del lavoro, delle famiglie, della vita del paese. 

Qualche sera andava col babbo alla sezione comunista o alle sedute del Consiglio Comunale. 
Voi coi greci e coi romani gli avete fatto odiare tutta la storia. Noi sull’ultima guerra si teneva quattro ore senza respirare. 

A geografia gli avreste fatto l’Italia per la seconda volta. Avrebbe lasciato la scuola senza aver sentito rammentare tutto il resto del mondo. 

Gli avreste fatto un danno grave. Anche solo per leggere il giornale. 
Sandro in poco tempo s’appasionò a tutto. la mattina seguiva il programma di terza. Intanto prendeva nota delle cose che non sapeva e la sera frugava nei libri di seconda e di prima. A giugno il “cretino”; si presentò alla licenza e vi toccò passarlo. 

Gianni fu più difficile. Dalla vostra scuola era uscito analfabeta e con l’odio per i libri. 
Noi per lui si fecero acrobazie. Si riuscì a fargli amare non dico tutto, ma almeno qualche materia. Ci occorreva solo che lo riempiste di lodi e lo passaste in terza. Ci avremmo pensato noi a fargli amare anche il resto. 

Ma agli esami una professoressa gli disse:- perchè vai a scuola privata? Lo vedi che non ti sai esprimere?
Lo so anch’io che il Gianni non si sa esprimere. 

Battiamoci il petto tutti quanti. Ma prima voi che l’avete buttato fuori di scuola l’anno prima. 
Bella cura la vostra. 

Del resto bisognerebbe intendersi su cosa sia lingua corretta. Le lingue le creano i poveri e poi seguitano a rinnovarle  all’infinito. I ricchi le cristallizzano per poter sfottere chi non parla come loro. O per bocciarlo. 

Voi dite che Pierino del dottore scrive bene. Per forza, parla come voi. 

Appartiene alla ditta. 

Invece la lingua che parla e scrive Gianni è quella del suo babbo. Quando Gianni era piccino chiamava la radio lalla.  E il babbo serio:- Non si dice lalla, si dice aradio. 

Ora, se è possibile, è bene che Gianni impari a dire anche radio. La vostra lingua potrebbe fargli comodo. Ma intanto non potete cacciarlo dalla scuola. 

 

”Tutti i cittadini sono uguali senza distinzione di lingua”; . L’ha detto la Costituzione pensando a lui. 

(da Lorenzo Milani, Lettera ad una professoressa, LIBRERIA ed. fiorentine, Firenze, pp 16-19)


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Piccolo Mondo Antico: io e Don Camillo

don don

Ancora sul sogno spezzato

«Alcuni uomini vedono le cose

per quello che sono state e ne spiegano il perchè.

Io sogno cose che ancora devono venire e dico,

perchè no.»

Robert KennedY

Sogni uccisi

41702572.kennedy2Stamani mattina per  "la storia siamo noi"  era presentata la figura e la vicenda di Robert Kennedy, in occasione dell’uscita di un film che ne riporta a quasi  quarant’anni (correggo come da segnalazione i trenta  della prima versione) l’attualità. Veniva detto qualcosa che mi ha colpito: con l’uccisione di Robert Kebnnedy che seguiva quella di Martin Luter King e ancora quella del fratello John non veniva ucciso solo un personaggio carismatico, ma veniva uccisa la possibilità di realizzazione di un sogno, non di un gruppo, di pochi ma di un sogno collettivo, la possibilità di un’America  e di un mondo diversi da quello che sono stati. La possibilità che l’america scegliesse il meglio di sè, che scegliesse non la forza , il potere delle armi ma una strada diversa. Lo so si trattava di un sogno, ma di un sogno ucciso, soffocato e messo da parte.RobertKennedy68_F11_86_41c_p

E di un sogno collettivo forse oggi potremmo averne bisogno, per toglierci dalle pastoie della meschineria, della violenza, della distruzione, del potere del denaro etc… Boh la storia ha tempi lunghi e non trascuro che  per il mondo vi è un sogno a cui non è possibile sparare e se anche crocifisso non rimane avvinto dalle angosce della morte, il Sogno di Dio che viene seminato nel cuori di chi ancora di sogni per tutti per l’umanità non sono stanchi.

Alle

 

 

ebbene si

Ebbene si sta avvicinando nel contatatore del Blog il numero 5000, niente di che ma il pensiero di quanta gente sia passata di qui, ad incrociare un po’ della mia vita, delle mie letture, dei miei scherzi mi fa piacere … anche se la real live ha la precedenza questa esperienza mi arricchisce di umanità!

Un grazie a tutti voi che passate di qua!!!!!!! 

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