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Archivio per gennaio, 2007

Poesia (seconda versione in Italian correct)

si dipanavano grumi

di sentimenti

rappresi di lacrime

e pensieri

verdi ancora

di vita e d’impressioni

 

appoggiavano

sui cuscini le mani ed il capo

acquietando di sonno

i misteri d’un mondo grande

chiudendo gl’occhi

al sonno

una canzone di Alessandro Bono che ho riascoltato questo pomeriggio

Ecco prima il testo e sotto il file mp3

Gesù Cristo / Alessandro Bono                  

Perché faccio musica
Dimmi cosa altro potrei
Perché fumo troppo
Sto bruciando tutti i sogni miei

Gesù Cristo ritorna
Perché qui abbiam bisogno di te
Per favore ritorna
Hanno sporcato tutto quello che c’è

Passare il tempo qui
Tra queste facce bianche d’infelicità
Intorno ad un biliardo
Perché depressi come in questa città

Gesù Gesù.
Gesù Cristo ritorna
Perché qui abbiam bisogno di te
Per favore ritorna
Hanno sporcato tutto quello che c’è

Dietro di me ci sei anche tu
Io non ti vedo davanti a me
In mezzo agli altri ancora tu
Però ci credo
E non si vive senza speranza
Senza orizzonti non si vive
Quindi torna se tu puoi

Gesù Cristo ritorna
Perché qui abbiam bisogno di te
Per favore ritorna
Hanno sporcato tutto quello che c’è

Per non morire canto disperato
E metto un grido che va
E se lo puoi sentire
Accendi tutte le luci in questa città

Gesù Cristo ritorna
Perché qui abbiam bisogno di te
Per favore ritorna
Hanno sporcato tutto quello che c’è

Gesù Cristo ritorna
Perché qui abbiam bisogno di te
Per favore ritorna
Hanno sporcato tutto quello che c’è

Gesù Cristo ritorna
Perché qui abbiam bisogno di te
Per favore ritorna
Hanno sporcato tutto quello che c’è

Poesia

si svolticciolavano grumi

di sentimenti

rappresi di lacrime

e pensieri

verdi ancora

di vita e d’impressioni

 

appoggiavano

sui cuscini le mani ed il capo

acquietando di sonno

i misteri d’un mondo grande

chiudendo gl’occhi

al sonno

Preghiera (quanto mai adatta dopo il viruz)

Dammi, Signore

 

Dammi, Signore, una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Dammi la salute del corpo
col buon umore necessario per mantenerla.

Dammi, o Signore, un cuore semplice
che faccia tesoro di quello che è puro,
affinché non si spaventi del peccato,
ma trovi alla tua presenza
la via per mettere di nuovo le cose a posto.

Dammi un cuore che non conosca la noia,
i brontolamenti, i sospiri, i lamenti
e non permettere che mi preoccupi troppo
per quella cosa tanto evidente che si chiama «io».

Dammi, o Signore, il senso del ridicolo
e concedimi il dono di comprendere

uno scherzo,
affinché conosca nella vita un po’ di gioia
e possa farne partecipi anche gli altri.

s. Tommaso Moro

Viruz

Son piccoli e sembran da niente, sono entrati chissà da dove, han fatto un bel biribissaio, ma adesso li sbatto in prima pagina sul blog, con tanto di foto. Si vergognino!!! Eh eh ridurre così un povero curato di campagna!!!!!

Vabbeh, non siamo troppo severi fra un paio di giorni se saranno andati!!!!

Un saluto a tutti!!!

Alle

virs

Letture di montagna: il gusto… prima puntata?

Beh si si possono bere i libri come acqua di sorgente, un’appassionante avventura dentro una vita tanta diversa dalla tua, il sapore della storia e del passato, i pensieri per il futuro, la ricerca e il desiderio dell’assoluto, ma anche le piccole vicende e le peculiarità di un uomo e di unb fiorentino tanto particolare: Tiziano Terzani.

Dietro l’India e la Cina e Tibet: Orsigna il nostro appennino. Dietro la presenza di un figlio che ascolta il padre il tentativoi di  chiudere il cerchio. La sincerità ed il puntiglio di un giornalista. Tutto questo ho trovato nel leggere questo libro ma forse anche di più: che ogni vita umana è cosa grande e preziosa, e che la ricerca di senso e compiutezza è compito davvero umano.

beh lo stanno leggendo tanti che è inutile consigliarne la lettura

Con simpatia Allelibro-inizio

Il "Decalogo" della Domenica

(+ Francesco Lambiasi, Assistente generale dell’Azione cattolica italiana)

lo sono il giomo del Signore, Dio tuo. lo sono il Signore dei tuoi giorni.

1. Non avrai altri giorni uguali a me.
Non fare i giorni tutti uguali. La domenica sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero da tutto per diventare il giorno libero per Dio e per tutti.

2. Non trascorrere la domenica invano,
drogandoti di televisione, alienandoti nell’evasione, caricandoti di altra tensione.

3. Ricordati di santificare la festa,
non disertando mai l’assemblea eucaristica: la domenica è la pasqua della tua settimana, il sole l’eucaristia e il cuore è Cristo risorto.

4. Onora tu, padre, e tu, madre, il grande giomo
con i tuoi figli! Ma non imporlo mai, neanche ai minori, e non ricattarli. Contagia loro la tua gioia di andare a messa: questo vale molto più di cento prediche.

5. Non ammazzare la domenica
con il doppio lavoro, soprattutto se remunerativo: non violarla né svenderla, ma vivila "gratis et amore Dei" e dei fratelli.

6. Considera il giorno del Signore "il momento di intimità
fra Cristo e la chiesa sua sposa", come ha detto il papa; se sei sposato o sposata, coltiva la tua intimità con il tuo coniuge.

7. Non rubare la domenica a nessuno,
né alle colf, né alle badanti, né ai tuoi dipendenti. E non fartela rubare da niente e da nessuno, né dal denaro, né dal culturismo, né dai tuoi datori di lavoro.

8. Non dire falsa testimonianza
contro il giorno del Signore. Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che non puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla messa.

9. Non desiderare la domenica degli "altri",
i ricchi, i gaudenti, i bontemponi. Desidera di condividere la domenica con gli ultimi, i poveri, i malati.

10. Non andare a messa solo perché è festa,
ma fa’ festa perché vai a messa.

 

Una rappresentazione sacra fatta con il cuore e l'arte dal coro parrocchiale

07012007046

della fine e dell'inizio

Avevi sempre bisogno

di parole e del loro suono

che vedere non sai

 

Tutte le volte

che vaghi

tra immagini

e pensieri

da dire che hai

 

Non sai

della pena

e dell’inganno

di chiedere

sempre

chi sei?

da dove vieni?

per questo ci sei?

 

Resterei anche

ma debbo andare

e l’anima la vedi

Epifania

Epi-Fania 

 

A guardar il cielo 

era semplice  

degl’astri la luce 

d’essi il movimento 

ammiccare 

nelle notti gravide 

di stelle 

per indovinar segno 

di speranzoso presagio 

Forse mago, re o ciarlatano 

d’una nuova umanità; 

certo 

il vagito sento  

nascosto nel buio 

come respiro 

di un mondo  

e di un Dio 

in pace 

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