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100 anni di scoutismo

…… 22 febbraio 2007……un Thinking day speciale per i 150 anni di B.-P.

 

B.-P. aveva dunque cinquant’anni quando iniziò la sua seconda vita.
Quando di una persona si dice così, è un gran brutto segno! C’è però un tale che lo dice di se stesso e non certo per denigrarsi: il nostro B.-P.

Eccolo….l’eroe nazionale, il soldato più decorato dell’Impero inglese, l’autore di testi studiati nelle Scuole militari di mezzo mondo, l’organizzatore dei Reparti militari più prestigiosi ed efficienti del più potente esercito del mondo…… depone la smagliante uniforme di Generale dell’Impero britannico per vestire la dimessa ed incolore divisa dell’uomo dei boschi.

Quando le Cancellerie del mondo intero lavoravano su progetti di supremazia ed egemonia sulle nazioni, esportazione di ideologie velenose, lui inventava, a cinquant’anni, “una fraternità mondiale di servizio” (Jam. 22) e “un patriottismo…più ampio e più nobile…che porta al riconoscimento degli altri popoli del mondo ed alla fraternità con essi”(Scouter ’28).

Ma ciò che lega le due vite di B.-P. è “lo Spirito”: lo spirito della ricerca, la voglia continua di incontrare gli altri, il desiderio di progettare e costruire, la volontà ferma di risolvere i problemi, di andare a vedere cosa c’è di là dalla montagna, di verificare il senso delle cose e l’animo delle persone.

Lui, che nella prima vita aveva vissuto dentro la guerra e l’aveva condotta con impegno ma cercando di evitarne o limitarne i danni, non l’aveva certo “amata”: pensiamo alla campagna contro gli Ashanti, senza combattimenti o a quella contro i Matabele quasi senza spargimento di sangue.

Ora, fuori dalla mischia, la definisce “infernale castigo” e “qualcosa di malvagio e di empio” (SvS) e ancora “grande vergogna”.

Ma non si limita a condanne verbali o a manifestazioni esibizionistiche: nella seconda vita inventa il GRANDE GIOCO che propone ai ragazzi di tutto il mondo per guidarli alla conquista della FELICITA’, costruita sul carattere, la salute, l’abilità e la competenza per poter essere utili, al servizio del prossimo.

“La nostra Legge scout e la Promessa, quando le mettiamo veramente in pratica, spazzano via ogni occasione di guerra e contese tra i popoli.”
  “…un ragazzo di religione diversa dalla vostra…è un soldato del vostro esercito, in uniforme diversa, ma al servizio dello stesso Re” (SpR).  Un Re che non è di questo mondo ma che il mondo deve seguire per essere più fraterno e più vivibile.

Questa affermazione (o intuizione profetica?) di B.-P. è utile per introdurre un altro aspetto dello “spirito” del Capo: la sua profonda spiritualità, la religiosità non formale ma intima, quasi impastata nella sua personalità che, forse ereditata dal padre teologo, ha poi trasferito nel Metodo, in cui “non occorre che entri, perché vi è già dentro.” (Conferenza 1926).

Il suo “Spirito” e la sua opera gli procurarono la candidatura al Premio Nobel per la pace nel 1939, ma scoppiò la guerra ed il premio non fu assegnato: quando l’assegnazione riprese, egli era già stato decorato da un altro Re che lo aveva accolto con sé l’8 gennaio 1941.
Ecco, carissimi ragazzi e ragazze e carissimi capi e capo il B.-P. che oggi vi proponiamo: un uomo intero, autentico, coraggioso e fiducioso verso il prossimo che ha trasformato la sua grande esperienza in un GRANDE GIOCO che è poi la vita, quella nostra e quella del mondo.
Ma quest’uomo, il nostro B.-P., vive ancora e vivrà ancora?

Noi crediamo che finchè uno scout o una guida faranno la Promessa, il sorriso di un lupetto o di una coccinella rallegreranno il cerchio, un rover o una scolta cammineranno sulle strade del mondo e finchè ci saranno adulti capaci di offrire il proprio tempo e la propria passione per testimoniare lo spirito della Legge e della Promessa, lo Spirito di B.-P. sarà il nostro Spirito!

Lasciandovi con l’augurio che questo Thinking day sia veramente speciale per tutti voi, vi auguriamo di vivere con gioia questo anno altrettanto speciale che oggi, 22 febbraio, inauguriamo ufficialmente: l’anno del Centenario!

La Capo Guida       Il Capo Scout
       Dina Tufano       Eugenio Garavini
    

Commenti su: "100 anni di scoutismo" (2)

  1. GRAZIE DI CUORE!!!

  2. Ma ci sono pochi scout in generale a cui piace avere un blog oppure ragazzi/e non ci troviamo???
    non conosco bene la storia di BP.
    Credo che prima di fondare lo scoutismo – grande svolta nella sua vita e per la nostra – qualche grande cavolata l’abbia fatta anche lui, tipo una guerra qua e la…
    non amava lo spargimento di sangue, le battaglie, ma a quanto pare qualche libro su tattiche militari ecc… la scritto…
    pluridecorato e non credo fossero specialità come fuochista, musicista, lavoratore di pelle…
    insomma quando sosteneva un’idea dava il massimo di se.
    Tengo in considerazione tutto della sua vita. Doppia vita. Son felice di come sia stata. Son felice della “quiete dopo la tempesta”. La svolta è stata quella giusta. Doveva avvenire così. Vi immaginate se dopo aver fondato lo scoutismo andava in guerra??? Bella svolta!!!
    Pensieri confusi…
    Riflettevo solamente sul fatto che anche se si sbaglia tanto si può sempre dar un senso alla propria vita e questo è un esempio concreto.
    Io lo ammiro e lo ringrazio per ciò che ha fatto, perchè non ha dato un senso solo alla sua di vita.
    Saluti a tutti.

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