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Le Superiori fuori porta

dalla più famosa "osterie di fuori porta" di F.Guccini rivista e un bel po’ corretta:

Sono ancora aperte come un  tempo le scuole di fuori porta
ma la gente che ci andava a studiare fuori o dentro è tutta morta.
Qualcuno è andato per età, qualcuno perché già dottore 
e insegue una maturità: si è sposato fa carriera
ed è una  morte un po' peggiore.
  

Cadon come foglie o gli ubriachi sulle strade che hanno scelto,
delle rabbie antiche non rimane che una frase o qualche gesto,
non so se scusano il passato, per giovinezza o per errore,
non so se ancora desto in loro, se m’incontrano per forza,
la curiosità o il timore.

Io ora mi alzo tutti i giorni, e non tiro sempre a far mattino
il giornale poi il caffé della stazione per iniziare il mattino;
ma non ho scuse da portare, dico tuttal più d’esser poeta,
non ho utopie da realizzare, stare a letto il giorno dopo
è forse non è l’unica mia meta.

Si alza sempre lenta come un tempo l’alba magica in collina
ma non provo più quando la guardo quello che provavo prima,
ladri e profeti di futuro mi hanno portato via parecchio,
il giorno è sempre un po’ più oscuro, sarà forse perché è storia
sarà forse perché invecchio.

 
Ma le strade sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte,
son caduti i fiori e hanno lasciato solo simboli di morte.
Dimmi se son da lapidare, se mi nascondo sempre più,  
ma ognuno ha la sua pietra  pronta e la  prima, non negare,
me la  tireresti tu.

 

Non sono più famoso che in quel tempo quando tu mi conoscevi,
cu un po’  d’amici,  che ascolta le canzoni in cui credevi,
e forse ridono di me, ma in fondo la coscienza pura,
non rider tu se dico questo, ride chi ha nel cuore l’odio
e nella mente la paura.

Ma non devi credere che questo abbia cambiato la mia vita;
è una cosa piccola di ieri che domani è già finita,
son sempre qui con il sorriso addosso, ho dai miei giorni quanto basta,
ho dalla vita quel che posso cioè qualcosa che andrà presto
quasi come i soldi in tasca.

Non lo crederesti ho quasi chiuso tutti gli usci all’avventura,
non perché metterò la testa a posto, ma per noia o per paura.
Non passo notti disperate, su quel che ho fatto o quel che ho avuto;
le cose andate sono andate ed ho per unico rimorso
le occasioni che ho perduto.

Sono ancora aperte come un tempo le scuole di fuori porta
ma la gente che che ci andava a studiare fuori o dentro è tutta morta.
Qualcuno è andato per formarsi, chi per seguire la ragione,
chi perché stanco di giocare, bere il vino, sputtanarsi
ed è una morte un po’ peggiore.

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