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Archivio per febbraio, 2008

Martedì Grasso 2 la Vendetta

Eccole fatte e pronte da mangiare, le "frittelle":

05022008379

 

slurp, slurp!!!!

Martedì: GRASSO

frittelle riso
Ingredienti
(per 6 persone):

  • Riso: gr. 150
  • Mezzo litro di latte
  • 2 cucchiai di farina
  • 2 uova
  • Zucchero
  • Burro: gr. 30
  • Scorza di limone
  • Uvetta: gr. 50
  • Un bicchierino di liquore
  • Mezza bustina di lievito
  • Poco sale
  • Olio per friggere
  • frittelle riso
    Preparazione

    Fate bollire il latte con un bicchiere d’acqua, 2 cucchiai di zucchero, un pizzico di sale, il burro e una scorzetta di limone. Buttate il riso (tipo "originari o", o comunque non parboiled) e fatelo cuocere moltissimo, finché il liquido sarà assorbito. Togliete dal fuoco e fate raffreddare il tutto. Unite quindi la farina, i rossi d’uovo, un cucchiaino di scorza di limone grattata, un bicchierino di liquore (di solito rhum, ma vanno bene anche il marsala o il brandy o vin santo), il lievito e l’uvetta ammollata. Fate riposare per un’ora poi incorporate le chiare montate a neve. Friggete subito il composto, a cucchiaiate, in una padella con abbondante olio bollente. Quando saranno ben colorite, mettetele ad asciugare su un foglio di carta da cucina e cospargetele con molto zucchero.

     

    Saluti Grassi

    Alle

    Carnevale…..

    RSCN2517

    Libertà

    LIBERTA’

    Per questa libertà bisognerà dar tutto.

    Per questa libertà di girasole aperto nell’alba,

    di fabbriche accese

    e di scuole illuminate,

    e di terra che scricchiola

    e di bambino che si sveglia,

    bisognerà dar tutto.

    Non c’è alternativa se non la libertà.

    Non c’è cammino se non la libertà.

    Non c’è altra patria che la libertà.

    Non ci sarà poema senza la violenta musica della libertà.

    Per questa libertà

    che è il terrore di quelli che sempre la violarono

    in nome di fastose miserie,

    per questa libertà che è la notte degli oppressori,

    e l’alba che illumina le pupille infossate,

    i piedi scalzi,

    i tetti sforacchiati,

    e gli occhi dei bambini che vagavano nella polvere,

    per questa libertà che è l’impero della gioventù,

    bella come la vita,

    bisognerà dar tutto.

    (Fayad Jamis, Cuba, 1960)

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