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Archivio per marzo, 2008

E SI PARTE

… avevo iniziato bene,

ma poi con le macchine poca vela…

fulvio

Poesia di Alda Merini dedicata al mio amico Fabio e alla sue telefonate

Il manicomio è il luogo della lontananza,
ma ogni malato, vero o presunto,
ha sempre in sé quel cuore malato,
che è lo stesso che lo aiuterà a guarire.
Di solito è un cuore d’amore
e la scienza non capirà
come mai, ad un certo punto,
questo orologio misterioso dell’uomo
comincia a vivere
Il contagio viene dagli altri,
i veri lebbrosi dell’amore,
che a volte ti deturpano il sentimento
Abbiamo in noi, e con noi,
la figura malata e vittoriosa di un Cristo
che non dice parola contro la violenza
perché la violenza fa parte della vita,
ma il saggio sa che il male lo prepara alla morte
e quindi sa anche che ci sarà
una gloriosa resurrezione
E come io ho amato gli altri malati
che mi hanno amato e salvato la vita,
così oggi amo i sani
che li hanno condannati.
Rimango io, Alda Merini, a ricordarli
e quell’unica rosa di chi ha vinto a Sanremo
andrebbe posta sulle tante tombe
di coloro che non sono stati
giustificati.
Io ne piango alla memoria.
 
Milano, 5 Marzo 2007
Poesia scritta in occasione
del Concorso Letterario
Storie di Guarigione

altare della Reposizione 2008

reposizione

Settimana Santa : La Pasqua di Resurrezione

resurrezione

La mattina di Pasqua Gesù è risorto e cammina nel giardino della nuova creazione. Maddalena lo riconosce, ma non può abbracciarlo, anche se lo desidera tanto. Gesù è presente tra i suoi, ma non più come prima, il suo corpo è un corpo trasfigurato. Gesù indossa una nuova veste e un nuovo mantello: sono bianchi, profilati d’oro. Sono i colori della luce e dello purezza. Gli angeli seduti sulla porta aperta sono vestiti come il Risorto: sono vestiti per far festa, questo è l’abito di chi sta al cospetto di Dio giorno e notte. I soldati dormono appoggiati alla tomba aperta e vuota. Dormono il sonno dell’ignoranza e ella non-fede: chi non crede in Gesù, chi non gli vuole bene come la Maddalena, non può vederlo risorto, non può capire e nemmeno fare festa con gli angeli.

Settimana Santa: Sabato santo

sepoltura

Gesù è morto. Il suo corpo è deposto tra le braccia di Maria e di chi gli vuole bene. Si deve procedere al rito della sepoltura. Per il suo corpo nudo è pronto l’ultimo vestito: è un lenzuolo bianco che Giuseppe d’Arimatea (sulla destra) tiene intorno al collo e sulle spalle. Giuseppe era un membro del Sinedrio, ma si era opposto alla condanna di Gesù. Il lenzuolo che porta è il segno della sua partecipazione: Giuseppe cerca di opporre a tutta la violenza scatenata dai suoi compagni, un’azione caritatevole, l’ultimo gesto di pietà per il morto. Il lenzuolo avvolgerà Gesù come prima è stato circondato dalle braccio della madre. Il lenzuolo è bianco, candido come un agnello, nuovo, comprato apposta per lo sepoltura.

Sttimana santa: Venerdì di Passione

crocifissione

Gesù muore nudo in croce. Solo un leggero velo gli copre i fianchi. È un velo che non ho la pesantezza degli altri abiti, forse è un velo disceso dal cielo come segno di pietà per ogni uomo che muore – L’unico ornamento al corpo di Gesù è ‘aureola’, la sua santità. la bontà del suo cuore non viene meno. L’aureola è anche il segno di una dignità che avvolge tutti i figli di Dio e che nessuna violenza può togliere. Maddalena, ai piedi della croce, lascia cadere il mantello per terra, nel suo dolore partecipa alla passione di Gesù. Maria sviene sotto la croce sostenuta dall’apostolo Giovanni e da un’altra donna. In cielo gli angeli si disperano e si stracciano le vesti: il dolore per a morte del Figlio di Dio è cosmico!

Settimana santa: in vista del Giovedì Santo

lavanda piedi giotto

La scena si svolge in una casa, nel cenacolo. I muri si fanno sottili per lasciare spazio a ciò che vi accade dentro. I discepoli sono in cerchio, mentre Gesù è al centro. Sono l’immagine della Chiesa che si raccoglie intorno al suo Signore per imparare da lui a essere figli di Dio. Gesù è in ginocchio, è il più basso di tutti: la sua vita è tutta un abbassamento dal cielo sulla terra. Ha spogliato il mantello blu, mentre i discepoli lo indossano tutti, e ha un asciugamano avvolto intorno ai fianchi per sollevare in parte la veste. Gesù è presente per servire. La veste di Gesù è rossa come il sangue: anticipo il suo prossimo sacrificio in croce. Gesù è di fronte a Pietro che si tocca la testa (il braccio è un po’ rovinato, ma si vede bene la mano destra): chiede di essere lavato tutto, non solo i piedi se questo gli permette di essere salvato, ma Gesù lo trattiene alzando la mano. Non serve essere lavati da capo o piedi, è più importante che Pietro impari a lavare a sua volta i piedi degli altri, cioè a servire i fratelli.

quasi tutti giorni

Quasi tutti i giorni …
 
Ti hanno portato ancora
fiori freschi
al mattino recisi
 
Ti hanno lasciato ancora
pensieri teneri
al cuore stretti
 
Ti hanno lasciato ancora
gesti sospesi
ai respiri brevi

Passione

  Io come voi

sono stata sorpresa
mentre rubavo la vita,
buttata fuori
dal mio desiderio d’amore.
io come voi
non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre
del silenzio crescermi intorno
e strapparmi i capelli.
io come voi ho pianto
ho riso e ho sperato.
io come voi mi sono sentita
togliere i vestiti di dosso
e quando mi hanno
dato in mano la mia vergogna
ho mangiato vergogna
ogni giorno.
io come voi ho soccorso
il nemico
ho avuto fede
nei miei poveri panni
e ho domandato
che cosa sia il Signore
poi dall’idea della
sua esistenza ho tratto forza
per sentire il martirio
volarmi intorno
come colomba viva.
io come voi ho consumato
l’amore da sola lontana
persino dal Cristo risorto.
ma io come voi
sono tornata alla scienza
del dolore
dell’uomo
che è la scienza mia.
 
 Alda Merini
 

Cappella degli Scrovegni

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