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Archivio per marzo, 2008

Gli abiti della settimana santa: Gesù entra in Gerusalemme

A Padova c’è una piccola chiesa, una cappella detta "degli Scrovegni", che custodisce un tesoro immenso: tutte le sue pareti sono ricoperte da affreschi di Giotto. Hanno attraversato i secoli (più di 700 anni) per giungere fino a noi e raccontarci la storia degli abiti di Gesù durante la settimana santa, l’ultima settimana della sua vita. Osserviamo un dipinto alla volta e, mentre lasciamo entrare la bellezza in noi tramite gli occhi, proviamo ad ascoltare quanto saggezza vi è custodita.

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Gesù e al centro ed è seduto su un asino, mentre è seguito dai discepoli: sta entrando o Gerusalemme, la città santa. Con la mano destra benedice chi lo accoglie: con questo gesto esprime la bontà che Dio desidera per tutti i suoi figli. Il suo incedere è tranquillo e regale: lentamente si avvicina alla porta nelle mura. La folla che lo sta aspettando è invece attraversata da una frenesia confusa: non sono pronti. Così c’è chi si sta cavando il mantello dalla testa, chi si sfila l’abito da un braccio e chi corre sugli alberi per staccarne i rami e agitarli per fare festa. Chi sta sugli alberi prende il posto degli angeli in cielo e guarda dall’alto quanto accade: è un evento che non si può dimenticare. La porta nelle mura di Gerusalemme è aperta, segno di accoglienza dell’intera città che permette alla benedizione di Gesù scendere su tutti. L’abito di Gesù è rosso come la carne viva avvolto da un mantello blu (in parte rovinato dal tempo): è il segno dell’umanità che è avvolta dal cielo, il mistero dell’incarnazione si esprime anche attraverso i colori delle vesti,

 

non piangere

dagl’occhi tuoi non più lacrime 

lascia che di sogni essi s’empiano 

come d’albe e di tramonti 

porta ancor per via la tua allegria

in mezzo di gabbiani gridi

per le donne specialmente tutte…

mimosa_mazzo

Facciamoci del male…

Carciofi fritti

Ingredienti per 4 persone

  • 4 carciofi con le spine (violetto di toscana)
  • 2 uova
  • farina
  • sale
  • 2 limoni
  • olio per friggere
  1. Pulite i carciofi tagliando via un pezzo della parte superiore ed eliminando le foglie esterne più dure, lasciate però un paio di centrimetri di gambo.
  2. Dividete ogni carciofo prima a metà e poi in spicchi molto piccoli gettandoli, man mano che li tagliate, in un recipiente con acqua acidulata con succo di limone o aceto (per non farli annerire).
  3. Scolateli, asciugateli e infarinateli bene; un attimo prima di friggerli, passateli nelle uova sbattute e leggermente salate.
  4. Metteteli, pochi per volta, in abbondante olio non troppo bollente e quando sono dorati e croccanti posateli ad asciugare su un foglio di carta gialla.
  5. Salate leggermente e serviteli caldissimi, accompagnati da uno spicchio di limone.

Dalla mia "bibbia" personale di cucina fiorentina:

"Il libro della vera cucina Fiorentina"

di Paolo Petroni ed. Il centauro pag. 208

 

tra i campi e l'erba alta

passare e godere di un incipiente tramonto

campagna

 

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