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Archivio per aprile, 2008

La mia seconda poesia – 10 maggio 1977

Dimmi
 
O Signore  dimmi
                  dimmi
                  cosa
                  dimmi
                  perché
                  dimmi
                  che io devo
                  seguirti.
                  Senza
                  chiederti
                  nulla
                  soltanto
                  dammi
                  il tuo
                  Spirito.

La mia prima poesia del 9 maggio 1977

Signore, ti offro
               la mia vita
               la mia fede
               la mia speranza
               la mia persona
               la mia esperienza
               il mio peccato
               il mio pentimento
               la mia gioia
               accetta il nulla
               che tu hai creato.    

Mi fanno male

Mi fanno male

quelle parole

che distrattamente

perdi

negl’anfratti

della stanza

e io t’inseguo

nei corridoi

e tu fermo

nel salone

con il sole che gioca

a capolino dal giardino

Mi fa bene

starmene in silenzio

al sibilo degli orecchi

a volte

A volte mi rivesto
di pensieri strappati
come stracci
cercando una traccia
un filo nascosto
sotto la linea della pelle
 
A volte mi perdo
nei pensieri messi all’aria
come panni stesi
sentendo il sole
sopra la linea della pelle
 
A volte mi sorrido
con pensieri leggeri
come farfalle
prendendo il volo
dalla linea della pelle

25 aprile – Festa della Liberazione – La libertà di Giorgio Gaber

Vorrei essere libero, libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Da “Dialogo tra un impegnato e un non so” (1972)

23 Aprile San Giorgio patrono degli Scout

SanGiorgio

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In Cammino

a piedi nudi

a cuore stretto

a seguir un filo

che ti unisca al cielo

a volte muta hai gridato

a volte con parole

senza suono hai pregato

e parti ancora un’altra tappa

verso il cielo
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il GIAGGIOLO e la sua storia (tutto a Firenze è storia)

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Passeggiata pomeridiana

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Iris o giaggiolo segno di una primavera che pur stentata c’è!!!!!!

e sorrido

E sorrido libero

le mani verso il cielo

E ogni giorno

mi perdo dietro

un refolo di vento

Ogni giorno

la follia della vita

Ogni parola

dentro la bottiglia

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