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Amicizia

serpente-giallo

C’era la’, drizzato verso il piccolo principe, uno di quei serpenti gialli che ti uccidono in trenta secondi. Pur frugando in tasca per prendere il revolver, mi misi a correre, ma al rumore che feci, il serpente si lascio’ scivolare dolcemente nella sabbia, come un getto d’acqua che muore, e senza troppo affrettarsi si infilo’ tra le pietre con un leggero rumore metallico.
Arrivai davanti al muro giusto in tempo per ricevere fra le braccia il mio ometto, pallido come la neve.
“Che cos’e’ questa storia! Adesso parli coi serpenti!”.
Avevo disfatto la sua sciarpa d’oro.
Gli avevo bagnato le tempie e l’avevo fatto bere. Ed ora non osavo piu’ domandargli niente.
Mi guardo’ gravemente e mi strinse le braccia al collo. Sentivo battere il suo cuore come quello di un uccellino che muore, quando l’hanno colpito col fucile. Mi disse:
“Sono contento che tu abbia trovato quello che mancava al tuo motore. Puoi ritornare a casa tua…”
“Come lo sai?”
Stavo appunto per annunciargli che, insperatamente, ero riuscito nel mio lavoro!
Non rispose alla mia domanda, ma soggiunse:
“Anch’io, oggi, ritorno a casa…”
Poi, melanconicamente:
“E’ molto piu’ lontano… e’ molto piu’ difficile…”
Sentivo che stava succedendo qualche cosa di straordinario. Lo stringevo fra le braccia come un bimbetto, eppure mi sembrava che scivolasse verticalmente in un abisso, senza che io potessi fare nulla per trattenerlo…
Aveva lo sguardo serio, perduto lontano:
“Ho la tua pecora. E ho la cassetta per la pecora. E ho la museruola…”
E sorrise con malinconia.
Attesi a lungo. Sentivo che a poco a poco si riscaldava:
“Ometto caro, hai avuto paura…”
Aveva avuto sicuramente paura!
Ma rise con dolcezza:
“Avro’ ben piu’ paura questa sera…”
Mi sentii gelare di nuovo per il sentimento dell’irreparabile. E capii che non potevo sopportare l’idea di non sentire piu’ quel riso. Era per me come una fontana nel deserto.
“Ometto, voglio ancora sentirti ridere…”
Ma mi disse:
“Sara’ un anno questa notte. La mia stella sara’ proprio sopra al luogo dove sono caduto l’anno scorso…”
“Ometto, non e’ vero che e’ un brutto sogno quella storia del serpente, dell’appuntamento e della stella?…”
Ma non mi rispose. Disse:
“Quello che e’ importante, non lo si vede…”
“Certo…”
“E’ come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, e’ dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite”.
“Certo…”
“E’ come per l’acqua. Quella che tu mi hai dato da bere era come una musica, c’era la carrucola e c’era la corda… ti ricordi… era buona”.
“Certo…”
“Guarderai le stelle, la notte. E’ troppo piccolo da me perche’ ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E’ meglio cosi’. La mia stella sara’ per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacera’ guardarle… Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo…”
Rise ancora.
“Ah! Ometto, ometto mio, mi piace sentire questo riso!”
“E sara’ proprio questo il mio regalo… sara’ come per l’acqua…”
“Che cosa vuoi dire?”
“Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono dei sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d’affari erano dell’oro. Ma tutte queste stelle stanno zitte. Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha…”
“Che cosa vuoi dire?”
“Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abitero’ in una di esse, visto che io ridero’ in una di esse, allora sara’ per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!”
E rise ancora.
“E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, cosi’, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo.
Allora tu dirai: “Si, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo.
“T’avro’ fatto un brutto scherzo…”
E rise ancora.
“Sara’ come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere…”
E rise ancora.

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Commenti su: "Amicizia" (4)

  1. bellissimo….consolante, perchè ci si consola sempre.
    Ma si sente sempre la mancanza nonostante la consolazione..

  2. anonimo ha detto:

    sai che ancora, a distanza di anni, io e Giovanni ascoltiamo ancora il cd de “il piccolo principe” che gli hai regalato quando non era ancora lupetto :o)
    P.S.Oggi è stata una bella giornata, sono forti sti scout :o)

  3. anonimo ha detto:

    ovviamente sono anna… ma troppo stanca e/o arteriosclerotica per firmarmi ……

  4. Bello rileggere dopo anni e anni il finale del Piccolo Principe. Grazie!

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