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Archivio per la categoria ‘9 maggio 1978’

Aldo Moro – 9 maggio 1978

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La conspevolezza di ora fanno rileggere le parole di Aldo Moro come parole di un uomo lucidamente mite e lo fanno rimpiangere in questa stagione di piccoli uomini, mi e ci dedico in questo giorno le parole di Aldo Moro scritte alla moglie:

A Eleonora Moro
(recapitata il 5 maggio)
l’ultima lettera di Moro
Tutto sia calmo.  Le sole reazioni polemiche contro la D.C. Luca no al funerale.
Mia dolcissima Noretta,

dopo un momento di esilissimo ottimismo, dovuto forse ad un mio equivoco circa quel che mi si veniva dicendo, siamo ormai, credo, al momento conclusivo.  Non mi pare il caso di discutere della cosa in sé e dell’incredibilità di una sanzione che cade sulla mia mitezza e la mia moderazione.  Certo ho sbagliato, a fin di bene, nel definire l’indirizzo della mia vita.  Ma ormai non si può cambiare.  Resta solo di riconoscere che tu avevi ragione.  Si può solo dire che forse saremmo stati in altro modo puniti, noi e i nostri piccoli.  Vorrei restasse ben chiara la piena responsabilità della D.C. con il suo assurdo ed incredibile comportamento.  Essa va detto con fermezza così come si deve rifiutare eventuale medaglia che si suole dare in questo caso. E’ poi vero che moltissimi amici (ma non ne so i nomi) o ingannati dall’idea che il parlare mi danneggiasse o preoccupati delle loro personali posizioni, non si sono mossi come avrebbero dovuto.  Cento sole firme raccolte avrebbero costretto a trattare. E questo è tutto per il passato.  Per il futuro c’è in questo momento una tenerezza infinita per voi, il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi apparentemente insignificanti e in realtà preziosi.  Uniti nel mio ricordo vivete insieme.  Mi parrà di essere tra voi.  Per carità, vivete in una unica casa, anche Emma se è possibile e fate ricorso ai buoni e cari amici, che ringrazierai tanto, per le vostre esigenze. Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli.  A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani.  Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile.  Sono le vie del Signore.
Ricordami a tutti i parenti ed amici con immenso affetto ed a te e tutti un caldissimo abbraccio pegno di un amore eterno.  Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo.  Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo.  Amore mio, sentimi sempre con te e tienmi stretto.  Bacia e carezza Fida, Demi, Luca (tanto tanto Luca)
Anna Mario il piccolo non nato Agnese Giovanni.  Sono tanto grato per quello che hanno fatto.
Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta.
Il Papa ha fatto pochino: forse ne avrà scrupolo*

*La lettera è priva di firma

 

9 maggio 1978 – 9 maggio 2008

Avevo 16 anni negli anni bui del terrorismo, da giovane
ed ancora non consapevole di tutto scrissi questa poesia:
 
10/05/1978
 
Ucciso
 
"Ucciso
da chi
per chi
ragione
disperata
coscienza
dilaniata
una speranza
rinata
in un’anima
logorata
Chi non piange
chi non condanna
chi non ricorda con rimpianto
MORO
non è stata colei che ti ha amato
che ti ha assassinato
sono stati loro
Assassini senza cuore
sotto un’idea nascosti
pazzi sono scoperti
non hanno più ragioni da far valere.
 
Prego Cristo
che la tua anima della libertà martire
sia accolta in paradiso"

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