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Archivio per la categoria ‘attualità’

Un discorso quanto mai attuale di Bob Kennedy – 1968

Testo scritto integrale un intervento stupendo e valido ancora oggi:  

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani".

(Robert Kennedy)

Ronda o non ronda

Ronda o non ronda
Quasi di Antonello Venditti (riveduta e corrotta)
Partirono in due ed erano abbastanza
un pianoforte una chitarra e molta fantasia
e fu a Pontida che si formò la prima ronda
tra una festa e una taragna di periferia
e ronda o non ronda noi arriveremo a Roma, malgrado voi
A Sasso Marconi incontrammo una ragazza
che viveva sdraiata sull’orlo di una piazza
noi le dicemmo vieni dolce sarà la strada
lei sfogliò il fiore e poi ci disse no
ma ronda o non ronda noi arriveremo a Roma, malgrado voi
A Roncobilaccio ci venne incontro un vecchio
lo sguardo profondo e un fazzoletto verde al collo
ci disse ragazzi in campana qui non vi lasceranno andare
hanno chiamato la polizia a cavallo
ma ronda o non ronda noi arriveremo a Roma, malgrado voi
A Firenze dormimmo da un intellettuale
la faccia giusta e tutto quanto il resto
ci disse no, compagni, amici, io disapprovo il passo
manca l’analisi e poi non c’ ho l’elmetto
ma ronda o non ronda noi arriveremo a Roma, malgrado te
A Orvieto poi ci fu l’apoteosi
il sindaco, la banda e le bandiere in mano
ci dissero l’autostrada è bloccata e non vi lasceranno passare
ma sia ben chiaro che noi, noi siamo tutti con voi
e ronda o non ronda voi arriverete a Roma, malgrado noi
Parlamentammo a lungo e poi ci fu un discorso
il capitano disse va bene e così sia
e la fanfara poi intonò le prime note
e ci trovammo proprio in faccia a Porta Pia
e ronda o non ronda noi arriveremo a Roma, malgrado voi
La gente ci amava, e questo è l’importante
regalammo cioccolata e sigarette vere
bevemmo poi del vino rosso dalle mani unite
e finalmente ci fecero rondare
e ronda o non ronda noi siamo arrivati a Roma, insieme a voi.

Guardando all'America e ascoltando alla radio…

Povera patria
(da "Come un cammello in una grondaia", 1991)

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po’ da vivere…
La primavera intanto tarda ad arrivare.

Peccato che non ritorni

2 novembre 1975

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"A Pa’"

Non mi ricordo se c’era luna,
e nè che occhi aveva il ragazzo,
ma mi ricordo quel sapore in gola
e l’odore del mare come uno schiaffo. A pà.
E c’era Roma così lontana,
e c’era Roma così vicina,
e c’era quella luce che li chiama,
come una stella mattutina. A pà.
A pà. Tutto passa, il resto va.
E voglio vivere come i gigli nei campi,
come gli uccelli del cielo campare,
e voglio vivere come i gigli dei campi,
e sopra i gigli dei campi volare.
Francesco de Gregori

A volte ritornano…

«Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta.
Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo.
Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa in 53 punti».
Licio Gelli.
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Auguri

Benvenuto e Buon Lavoro!!

Firenze, Giuseppe Betori (Pressphoto)

Una voce dal mondo delle università

Nel blog di della Giarrè un post che merita di essere citato e fatto conoscere soprattutto per la citazione fatta: la speranza in un mondo in cui il sapere e la ricerca siano possibili sempre e nella libertà.

Clikka qui

articolo sul giornale Metropoli su Dante a Campoli

Eccolo, bel trafiletto, ma più bello il pomeriggio dantesco:

dante a campoli

Nani ballerine acrobati… venghieno siori…

circo

Si può dir di cuore

che sia lo spettacolo

e che duri ore ed ore

che sia il miracolo

che applauda lo spettatore

è solo apparenza

è solo distrazione

che d’urgenza

si chiami alla manifestazione

il domatore

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